Bruno nel Monferrato dei Gonzaga

Bruno (AT) , sabato 2 luglio 2011

Raramente un’iniziativa culturale, inserita nella festa di un borgo, ha potuto contare su una partecipazione di pubblico così consistente.
Il salone dell’ex asilo di Piazza Roma non è stato in grado di accogliere tutte le persone che intendevano partecipare all’incontro, di conseguenza l’organizzazione ha deciso di posizionare degli altoparlanti all’esterno per garantire l’ascolto anche nei confronti di chi non era riuscito ad entrare nel salone.
All’incontro, introdotto dal vice Sindaco Angelo Soave sono intervenuti Roberto Maestri Il Monferrato nel Seicento: una storia EuropeaFranco Scrivanti Camilla Faa di Bruno e Massimo Carcione Percorsi di valorizzazione turistica nel Monferrato Astigiano.
Notevole anche l’interesse riservato all’iniziativa da parte degli organi di stampa.
La tormentata vicenda di Camilla Faà ha suscitato particolare interesse e sicuramente in futuro sarà oggetto di nuovi incontri di approfondimento. Sulla sfortunata Camilla riportiamo alcune righe a cura di Cinzia Montagna:

Camilla Faà, la duchessa che non doveva esistere:
Camilla Faà, figlia di Ardizzino Faà di Bruno, e la vicenda del suo amore per Ferdinando, Duca di Mantova e di Monferrato. Amore sincero e contraccambiato, tanto da arrivare a un matrimonio e alla nascita di un figlio, ma al quale si opposero sia la Corte di Mantova sia le famiglie nobili di tutta Europa legate ai Gonzaga. La giovane Camilla, appena diciassettenne al momento delle nozze con Ferdinando nel 1616, era infatti una semplice dama di corte e, nell’ottica delle strategie matrimoniali e di potere del tempo, quelle nozze “non s’avevano da fare”. Le nozze infatti furono presto annullate, Ferdinando sposò a Firenze una Medici, Camilla fu costretta a indossare la veste monacale e trascorse 40 anni della sua vita in un convento di Ferrara, dove morì nel 1662. Il figlio, Giacinto Teodoro Giovanni, morì di peste, a Mantova, nel 1630. Ma nel chiuso del convento, Camilla scrisse le sue memorie, tuttora conservate in un manoscritto con il titolo di “Historia della signora Donna Camilla Faà Gonzaga”. Da notare il doppio cognome: per Camilla quel matrimonio e quell’amore non ebbero fine mai.

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